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Resoconto sugli scioperi della fame svoltisi in Germania e Svizzera a sostegno dei prigionieri Greci, dal 18 al 20 luglio 2014

Vi hanno partecipato complessivamente sette detenuti: Ahmet Duezguen Yueksel, Andreas Krebs, Oliver Rast, R., Sadi Özpolat, Thomas Meyer­Falk e Marco Camenisch in Svizzera.

Ahmet Duezguen Yueksel

In Turchia esercita la professione di avvocato e, dato che lavora a favore dei prigionieri politici, ha dovuto lasciare il paese ed è stato arrestato in Germania nel 2007 in base all’art. 129b. E’ stato processato, condannato e incarcerato nella prigione di Stoccarda-Stammheim. Dopo aver scontato la pena è stato sottoposto a restrizioni rispetto alla residenza, ad esempio gli è stato concesso di stare solo in certe zone. Non ha rispettato quest’obbligo ed è stato arrestato in Grecia ed estradato in Germania nel maggio di quest’anno. Lì attende di essere estradato in Turchia.

Sullo sciopero della fame ha scritto: “L’ho fatto senza problemi”.

per corrispondere:

Ahmet Düzgün Yüksel
Oberhausen Str.30
40472 Ratingen
Germania

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Andreas Krebs

Ha 40 anni ed è stato detenuto per oltre 16 anni. È un prigioniero ribelle che ha partecipato a diversi scioperi della fame e ha tentato due volte di evadere. È pure riuscito a fare in modo che nella prigione di Aschaffenburg più di 30 detenuti esprimessero la propria solidarietà nei confronti dei prigionieri in sciopero della fame in Grecia.

“Ma anche se non sono molti i detenuti che hanno partecipato allo sciopero della fame solidale o, forse, l’uno o l’altro sono rimasti influenzati dal sistema, sono fiero del fatto che in tanti abbiano condiviso di farlo, malgrado le difficoltà esistenti.

Ciò dimostra che se si è veramente determinati, possiamo fare in modo che le cose avvengano. Ora sto pensando a un’altra mobilitazione e sarei molto lieto se potessimo continuare a contare sull’appoggio di molti prigionieri.

Ai prigionieri greci vorrei dire che, anche se siamo separati da frontiere, noi siamo ancora uniti e loro possono contare su di noi.

“Non siete soli, proprio come ogni altro nel mondo”.

per corrispondere:

Andreas Krebs
PO Box 1 0 01 41
63701 Aschaffenburg
Germania

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Anche l’anarchico rivoluzionario Marco Camenisch, in prigione in Svizzera da oltre 20 anni, ha partecipato allo sciopero della fame solidale:

“Contro le misure legislative repressive adottate in questi giorni dallo stato-modello fascista dell’UE della Grecia, che prevedono anche la creazione di carceri di massima sicurezza e altre situazioni peggiori specialmente nei confronti dei prigionieri militanti, sto partecipando all’iniziativa di solidarietà in programma dal 18 al 20 luglio 2014, insieme alle masse del popolo greco in lotta dentro e fuori le prigioni.

Rafforziamoli nella lotta comune delle forze rivoluzionarie internazionaliste e dei popoli contro la repressione e lo sfruttamento”.

per corrispondere:

Marco Camenisch
Prison Bostadel
PO Box 38
CH­6313 Menzingen
Svizzera

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Oliver Rast

É un prigioniero in seguito ai processi “mg”.
“La (provvisoria) sospensione dello sciopero della fame non segna assolutamente la fine della lotta nelle carceri. Nel loro comunicato i prigionieri hanno assicurato che “ricorreranno a forme di mobilitazione più dinamiche” se la repressione dovesse accentuarsi con la creazione di sezioni di tipo C).
Stiamo sostenendo i prigionieri politici e ribelli e gli attivisti/e solidali davanti alle carceri per mantenere le diverse forme di mobilitazione contro la minaccia della tortura dell’isolamento basato sul modello di prigioni-tortura euroccidentali in cui vige il regime d’isolamento”.

per corrispondere:

Oliver Rast
JVA Tegel
Seidelstr. 39
13507 Berlin
Germania

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R.

R. pure ha partecipato allo sciopero della fame in solidarietà con i prigionieri greci in lotta. È imprigionato in un reparto psichiatrico giudiziario e ha rifiutato il cibo, nonostante le sue difficili condizioni fisiche generali.

Scrive: “[…
] La lotta contro la tirannia nelle carceri sta travalicando gli oceani e ignorando frontiere e paesi […]. Rifiuterò il cibo fino al 21 luglio 2014 e lo faccio come mio contributo personale alla lotta dei rivoluzionari prigionieri e dei detenuti ribelli nelle carceri greche.

Abbiate il coraggio di lottare – Abbiate il coraggio di vincere – Viva l’Anarchia!

per saluti solidali, dettagli o contatti:

soliwerkstatt@riseup.net

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Sadi Özpolat

Sottoposto a un processo in base all’art. 129b davanti alla Corte suprema di giustizia a Duesseldorf all’inizio del 2012, Sadi Oezpolat è stato condannato a 6 anni di prigione. Quando era in Turchia, Sadi è stato detenuto per 17 anni.

Nel 1996 ha partecipato allo sciopero della fame nelle carceri turche (durato 69 giorni e costato 12 vite) e, a inizio secolo, è divenuto il portavoce dei prigionieri in sciopero della fame. Durante una lotta contro l’introduzione della tortura dell’isolamento “modello Stammheim”, che si protraggono da 7 anni, sono morte quasi 122 persone.

Sadi è stato arrestato il 19 maggio 2010 a Colmar, in Francia, estradato in Germania nel luglio 2010 su mandato d’arresto del procuratore generale tedesco e messo in prigione.

Là in Germania ha fatto numerosi scioperi della fame lottando per ottenere condizioni migliori.

Recentemente ci ha fatto sapere:

“Oggi sono al terzo giorno di sciopero della fame solidale contro il nuovo sistema carcerario in Grecia “di tipo C)”. E’ il mio piccolo gesto di solidarietà verso i prigionieri greci.
Saluti rivoluzionari ”

per corrispondere:

Sadi Özpolat
Krümmede 3
44791 Bochum
Germania

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Thomas Meyer-Falk è un compagno anarchico “Red Skin”

“Io pure sono stato in isolamento per 11 anni (1996-2007) e ora sono sottoposto a regime di “detenzione preventiva”, una misura carceraria basata su una legge nazifascista del 24 novembre 1933”.

Il suo messaggio solidale prosegue:

“Mi batte il cuore per i compagni e le compagne che lottano in Grecia. Insorgiamo e perseveriamo, non solo contro i programmi neofascisti del governo sulle carceri, ma anche contro i piani tesi a opprimere quelli che combattono la politica di rapina dell’UE.

Per una società senza carceri!”

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Repressione:

Secondo informazioni pervenuteci, i detenuti hanno potuto completare la loro mobilitazione solidale, con un’eccezione. Andreas Krebs ci ha comunicato quanto segue:

“ Il 14 luglio, il prigioniero Alexey Puchkov con un’azione lampo è stato arrestato direttamente a Landshut dai gruppi per la sicurezza locale e trasferito nel carcere di Norimberga, Mannerstrasse 6 – 90429 Norimberga.
Là ora è confinato nella solitudine, cioè vive in regime d’isolamento.

All’inizio della settimana scorsa, a causa delle incessanti vessazioni e rappresaglie da parte del vice-direttore del carcere, Alexey è di nuovo entrato in sciopero della fame e della sete. Ha perduto 7 kg in quattro giorni.

È accusato d’aver tentato di sobillare gli altri detenuti russi sia con una raccolta di firme, sia con un appello per uno sciopero della fame collettivo a sostegno dei prigionieri greci. Proprio mentre entrava in sciopero della fame, tutti i prigionieri russi e altri detenuti si sono aggiunti a lui in questo sciopero della fame in segno di solidarietà. È questa è la ragione del suo immediato trasferimento in un’altra prigione, dove è stato posto in isolamento”.


All’esterno:

A Zurigo è stato appeso uno striscione e, come riferito da “Indymedia”, è stato compiuto un attacco militante a Zugo contro la Coca Cola greca.
In Germania sono apparsi manifesti in solidarietà con le lotte attuali (dei detenuti) contro la società delle carceri.

Prospettiva

L’interazione di prigionieri politici e ribelli è una concreta prospettiva per la lotta nelle carceri. Possiamo mirare a due intenti: da un lato, costruendo un sindacato dei detenuti, possiamo creare una base di massa che si occupi delle richieste quotidiane (economiche) riguardanti tutti i prigionieri nelle loro carceri. Dall’altro, noi come prigionieri politici, rivoluzionari, proletari e liberi possiamo organizzare con il “Soccorso Rosso Internazionale (RHI)” e determinare un rafforzamento della solidarietà internazionale fra attivisti detenuti appartenenti a organizzazioni e movimenti di liberazione diversi. Usiamo la nostra capacità per coordinare.

Solidarietà ai prigionieri in lotta e ai compagni detenuti in Grecia!

Oliver Rast

RHI-SRI

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This entry was posted on Tuesday, July 29th, 2014 at 9:37 pm and is filed under Prison Struggle.